giovedì, giugno 16, 2011

NEUROSIS CONTEST 2011




Da molti etichettati come una delle bands piu' influenti degli ultimi vent'anni, sicuramente gli unici in grado di intrecciare hardcore, dark, ambient, doom, industrial, indie e folk in un unico, inebriante e indefinibile sound d'avanguardia. E' con grande orgoglio che Hellfire Booking e' fiera di presentarvi un'unica imperdibile data italiana dei maestri NEUROSIS! La Band di Scott Kelly e Steve Von Till toccherà il nostro Pease il prossimo 20 Luglio dove saranno ospiti di uno dei più prestigiosi Festival dell'Estate italiana: Spaziale Festival a Torino. Ciò che rende questo appuntamento ancora più interessante per i fans della band che verranno in Europa per presentare un nuovo lavoro. Se volete rimanere stregati dai sei di Oakland e dai loro spettacoli al limite della psichedelia, se volete scoprire o riscoprire dal vivo una delle creature più affascinanti della musica moderna, l'appuntamento è per il 20 Luglio!

In apertura ROSETTA e CITY OF SHIPS, entrambe giovani e valide realtà del panorama Post-Core e Post-Rock americano.

Una data che si preannuncia imperdibile per tutti gli amanti del genere.

Di seguito i dettagli della data:


NEUROSIS
UFOMAMMUT
ROSETTA
CITY OF SHIPS


20.07.11 - Spaziale Festival @ Spazio 211, Torino



Neuroprison in collaborazione con HellfireBooking mette in palio diversi ingressi omaggio per quest'imperdibile evento...basta al solito rispondere correttamente alla domanda seguente (inviandola all'indirizzo: neuroprison@hotmail.com) ed incrociare le dita, buona fortuna!

- La frase
"My own god, my own jury, and my own executioner", che si sente in apertura di "The Web" è un sample tratto da quale film? -


lunedì, maggio 02, 2011

THE CONFLITTO - Dusk Over the Nations

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Tracklist:
1. Dusk over the Nations
2. Scribbling on some Fears
3. Disinformatjia
4. Hero
5. Beautiful Machine
6. Teddy
7. Small Rooms / Colourless Sand
8. Useless
9. The Earth Trembles
10. The End that I Dream
11. Residual of a Dream


Sulla lunga distanza segnata da una demo e da un ep, arriva finalmente il primo full degli spezzini TheConflitto “Dusk Over the Nations”, e come il precedente “Kids Die, Music and Protest don't Kill”, appare subito in evidenza una vena pulsante sulla fronte pronta a riversare sull’ascoltatore una dose imponente di malcontento.
In un processo di divenire, ancora una volta il quartetto apporta dosate ma importanti modifiche all’apparato sonoro, e quello che una volta era un suono più cupo e quadrato, senza per questo centellinare spigoli e ripartenze, ora si apre perde massa, si fa più snello grazie anche alla produzione, tingendosi qua e là di accelerazioni vicine all’hc melodico inteso dai Propagandhi, mantenendo comunque lo spessore di fondo. Si può sentire un progressivo dai numi tutelari che emergevano in passato quali i Botch, maestri nel costruire labirinti sonori all’interno di opulenti mura ritmiche, a questo giro invece le briglie sono maggiormente sciolte nell’approccio che può essere quello dei primi Knut, ecco allora la gentile voce melodica che apre il disco e introduce alla violenza di Scribbling in Some Fears, dissonante e bastarda, oppure i the Dillinger Escape Plan di Calculating Infinity la cui ombra appare anche fin troppo invadente in Disinformatjia.
Uno dei punti più alti del disco è sicuramente Beautiful Machine, che racchiude tutti gli elementi finora citati in una veste sicuramente personale e convincente, con un finale ossessivo che contrasta in maniera netta con le scorribande dei minuti iniziali.
E la menzione particolare la meritano anche Small Rooms / Colourless Sand che tra singhiozzi di chitarra e una batteria quadrata portano all’orecchio le storiche gesta dei Deadguy, così come la conclusiva Residual of a Dream, già contenuta nel precedente ep, preziosa nel suo finale a tinte fosche.
Ecco, da ciò si può evincere che forse i TheConflitto riescono a dare il meglio di sé quando il minutaggio si alza rispetto ai canoni tipici della proposta in cui si inseriscono, e questo è sicuramente un punto a loro favore. Qualche fantasma c’è ed evidente e qualche pezzo sottotono rispetto agli altri lo si può udire, ma nel complesso il risultato è positivo. Gli occhi e le orecchie sono quindi puntati su di loro e sul loro futuro come le telecamere dell’artwork, pronte a rilevare le nuove tracce di protesta degli spezzini.


Neuros

sabato, marzo 05, 2011

SQUADRA OMEGA - S/t




Tracklist:
1. Murder in the Mountains
2. The Mistery of the Deep Blue Sea
3. Hemen-Hetan! Hemen-Hetan!
4. Ermete
5. All the Words You Can Find


In passato le forze furono distribuite in singoli episodi, blocchi solo all’apparenza monolitici intarsiati su piani differenti, per questa nuova uscita cambia invece la forma di presentazione degli Squadra Omega, affidata alle movenze di più canzoni distribuite tra un “12 e un “7 per Holidays Records, già casa del precedente Tenebroso del 2009.
Il combo, che come ormai tutti sanno –ma è giusto ricordare- può vantare la presenza di membri pescati tra Movie Stark Junkies, With Love, Be Maledetto Now!, Mojomatics e di più, a questo giro non pone freno alcuno alla fantasia e con il beneplacito di Marty McFly salta a piedi uniti nella Germania dei primi ann’70, quella delle comuni e della psichedelia, in passato già toccata ma mai come questa volta evocata fino a renderla viva. E soprattutto, piazzare un filotto di canzoni che brillano di luce propria nonostante le radici ben in evidenza.
Accogliere l’ascolto con un componimento di sedici e più minuti è sberleffo, sfida, montagna già evocata nel nome e tutta da scalare, ma l’impresa è agevolata dalla bontà della proposta che va ad esplorare quei territori kraut-jazz così poco considerati nella nuova riscoperta di questo sonorità tanto palpabile di questi tempi, e allora ecco scorgere gli arabeschi degli Ibliss e dei Kollektiv, dando nuova vita a un’anima così poco rievocata e qui invece cangiante di tocchi eleganti dal suono moderno, solenni rintocchi e vortici appena accennati. Si balla il valzer sbilenco dei Can in the Mistery of the Deep Blue Sea, dalle ritmiche impazzite e ingolfate di afrobeat omaggiate di recente dai Mi Ami, mettendo un dito tra gli ingranaggi quadrati dei Neu! in All the Words You Can Find, scandita da un ritmo che fa venire in mente quelle scimmiette giocattolo dai piatti tra le mani.
E poi la sorpresa di Ermete che nasconde tra le notte il baffo ispido di Tony Iommi, con un rifacimento –omaggio- che non può non ricordare War Pigs, che con il passare dei secondi si trasforma in una marcia ossessiva a tinte fuzz.
Non una sterile opera a la History Channel, dentro questo disco c’è tutta la maestria di un gruppo che sa giocare con la psichedelia krauta come pochi altri di questi tempi, in un’elegante danza che è tutta loro, capace di far muovere i cervelli più pigri, gettarli dentro una tazza di perdizione e annegarli che ci si può fare colazione. Ne vogliamo ancora, e già sappiamo che a breve saremo accontentati.


Neuros

mercoledì, marzo 02, 2011

Stearica + Acid Mothers Temple & Melting Paraiso U.F.O



Tracklist:
01 - Vulture Chiama Fujiyama
02 - Queen Kong
03 - Warp Lag
04 - Noodles + Peperoncino
05 - I Nani
06 - Inan I
07 - 7 Alieni al di sopra di ogni Sospetto


Ritornano per la benemerita Homepathic records i torinesi Stearica, trio basso-chitarra-batteria che è già una garanzia, grazie ad una solida (ed ormai decennale) attività live nonché all'eccellente debutto discografico, Oltre.
Il sopracitato dischetto (che è bene recuperare prima di subito) già conteneva collaborazioni di un certo calibro: Amy Deino, Jessica Lurie, Nick Storring e Dalek (che insieme agli Stearica hanno realizzato uno dei loro brani più incredibili, secondo chi scrive).
E per il loro secondo appuntamento discografico i nostri non si sono fatti mancare niente.
Questo disco infatti è una collaborazione ad ampio spettro con gli Acid Mothers Temple & Melting Paraiso U.F.O., collettivo giapponese non bisognoso di presentazioni, con un'attività discografica e live monolitica ed una personalità decisamente sopra le righe, innestata su una psichedelia ed un folk assolutamente freak sposati a colossali ambizioni rumoriste.

Il disco documenta con precisione una jam session di meno di un'ora tra le due compagini. La musica scorre in libertà senza imporsi nessuna codifica, nessun marchio di genere o di stile; è semplicemente (si fa per dire) la personalità delle due band a miscelarsi e sincronizzarsi in un meraviglioso elogio alla pura qualità e goduria sonica.

Terminato un inizio esplicativo-medico-rituale, il disco inizia subito senza indugi in un'irrompenza sonora impetuosa, capace di divellere le orecchie e alzare immediatamente il livello d'attenzione.
Benché tanto Stearica e AMT possano dirsi delle band di rock psichedelico (almeno in partenza), qualcosa di totalmente nuovo scaturisce dalle loro combinate visioni musicali, arrivando ad una marzialità quasi industriale per poi muoversi in territori che si direbbero quasi jazz, andando poi ad esplorare texture ambientali e/o rumoriste, che pur senza tante sofisticazioni colpiscono dritte all'orecchio, la mente, il cuore.

Si consiglia vivamente di ritagliarsi quarantadue minuti di tempo per assaporare dall'inizio alla fine questo disco, compiuto, solido e oserei dire perfetto, nonostante la caratteristica improvvisata ed autogenerata di ciò che si ascolta.

Pensando alle definizioni musicali, ai "generi", alla classificazione in musica, sono sempre arrivato alla domanda: è davvero impossibile suonare veramente Liberi? Questo disco ci dimostra che potrà anche essere difficile, ma di sicuro impossibile non è.


-Godspeed you!-

mercoledì, febbraio 16, 2011

DEATH MANTRA FOR LAZARUS – Mu





2010, Grammofono al Nitro

Tracklist:

01. Atlantide
02. Carousell
03. Mu
04. Oppinion is not math
05. Maria callas
06. Boreale

Che significato ha fare post-rock nel 2010? Non certo quello di inventare, cambiare, sovvertire...probabilmente semplicemente esprimersi. Se poi si considera che i componenti della band in questione vengono da altri progetti ben più avviati non ci sono dubbi: urgenza espressiva, emozionalità viscerale adagiata su di un canovaccio stilistico preesistente.
I Death Mantra For Lazarus vengono da Zippo, Negative Trip, Keep Out, non hanno pretese, amano suonare e vogliono suonare, punto. Le coordinate sono chiare e semplici: post-rock (a tratti heavy, a tratti intimista e da camera), un velo di math ed una bella attitudine live che spesso rasenta il noise.
I quarantacinque minuti secchi di MU si perdono fra delicatissime suite chitarristiche echeggianti gli Explosions In The Sky, intrecci dinamici dove i tempi odorano di June Of 44 ( Four Great Points docet), assalti post-metal dalle sempre care movenze di un pellicano, ricordi di Massimo Volume, paesaggi catartici e minimali: un telaio di sensazioni e sapori, impressioni, pensieri, più che un disco un moleskine.

L'album si apre con quello che potrebbe definirsi il primo singolo del quartetto pescarese: Atlantide, di sicuro fra i pezzi più riusciti ed efficaci del lotto, cuore e sicurezza. Carousel mischia poi le carte, tanta sinfonia quanta frammentazione, crescendi e rarefazioni si muovono negli oscuri antri della mente umana: la tagliano, l'accarezzano, la mordono.
La titletrack prosegue il discorso della song precedente e di tanto in tanto, fra le aritmie, ci fischietta all'orecchio qualche volo pindarico su “australasiatiche città degli echi”. Lazzaro a questo punto è in piedi, si muove con noncuranza e tenera maldestria, a tratti incantato da qualche arco, cammina barcollando come fosse in estasi mistica. Opinion Is Not Math è il momento più alto, un reticolato (vedasi Paul Klee) dove basso e batteria solcano il tracciato e le due chitarre seminano germogli; il doppio binario si evolve, si attorciglia su se stesso, si compone e scompone arrivando ad esplosioni liberatorie, poi si riarrotola, si confonde e s'impenna, fino a ruggire ed impazzire come avesse scoperto di non aver alcuna via di fuga dal proprio ego. Quando il tormento passa arriva la rassegnata voce di Umberto Palazzo (storico cantante dei Santo Niente), il suo esperto raccontare ci parla di sconforto, dimenticanza, tristezza, decadenza, di Maria Callas, riscoprendo le lezioni di Emidio Clementi e demolendo gli ultimi strumentali minuti del pezzo, che, a questo punto, possono anche passare inosservati. Boreale è la pietra tombale di MU, nulla di nuovo, appendice “postqualcosannidoppiozero” che chiuede il lavoro senza allontanarsi dal suo contenuto, recuperando le iniziali note di violino e spegnendosi sul suolo come una lucciola che cade esanime.
Trequarti d'ora di buoni suoni, nessun miracolo, nessun esperimento alchemico, nessuna prospettiva, nessuna speranza: musica come se non esistesse alcun futuro.
I Death Mantra For Lazarus non son altro che un petalo di quell'italico fiore spontaneo dove giacciono anche Neil On Impression e Fog In The Shell. Forse ancora acerbi, ma dalle indiscutibili capacità compositive e tecniche.

www.myspace.com/deathmantraforlazarus


Mario Bava

QUARANTADUE - L'Estinzione E' Un Gioco Di Squadra


Tracklist:
1. Babel
2. Il Grido
3. Vi siete persi nella neve
4. Nel Buio
5. Vogon

Arriva il primo ep per i Quarantadue, band di Milano. Cinque pezzi in digisleeve di cartone ruvido, semplice ma efficace. Cinque pezzi che si posizionano in quel vasto territorio tra Deftones e Tool, anche se qua e là fanno capolino altri numi tutelari, come Nine Inch Nails e Isis ultima maniera. Nulla di particolarmente nuovo nè ricercato quindi, ma tutto sommato fatto benino, i pezzi funzionano e la voce alterna scream e melodico in scioltezza. A pelle mi piace un sacco il timbro dello scream e mi piace meno quello del cantato melodico, ma sticazzi. Mi piace molto anche la scelta dell'italiano: è sincero, troppo spesso l'inglese diventa un cliche dietro il quale nascondersi quando si ha niente da dire.

Detto questo, è inevitabile che qualche ingenuità ci sia, i ragazzi con gli strumenti ci sanno fare (anche se la voce melodica qua e là stona) ma le infuenze si sentono un pelo troppo, manca un po' di carattere. Dopodichè è il primo ep, ci sta tutto, se è vero che ho sentito esordi migliori è altrettanto vero che ne ho sentiti di nettamente peggiori.

Last but not least: i pezzi sono rilasciati sotto licenza Creative Commons. E' bello vedere che sempre più gente si stia rendendo conto che il futuro è adesso.


Nitraus

lunedì, febbraio 07, 2011

SCOTT KELLY Live in Italia - CONTEST online!



Siamo orgogliosi di annunciare che SCOTT KELLY sarà di ritorno in Italia il prossimo Febbraio! Meglio noto come essere niente di meno che il cantante e chitarrista dei Neurosis, SCOTT KELLY ha intrapeso oramai da anni anche una carriera solista, con un progetto acustico che lo vede impegnato in una sorta di Folk-Country dalle tinte molto cupe, che hanno da sempre caratterizzato la carriera artistica del musicista statunitense. Un'occasione imperdibile per tutti i fans dei Neurosis e non solo, di vedere all'opera un grande artista, che già lo scorso Gennaio ha dato prova delle sue grandissime doti artistiche.


Giovedì Feb 24, 2011 - Conegliano - Appartamento Hoffmann
Venerdì Feb 25, 2011 - Torino- Spazio 211
Sabato Feb 26, 2011 - Bologna - Lazzaretto


HellFire Booking in collaborazione con NeuroPrison mette in palio 3 ingressi, uno per ciascuna data, basta rispondere correttamente alla seguente domanda mandando una mail all'indirizzo neuroprison@hotmail.com specificando la data alla quale si intende presenziare......buona fortuna!

Come si intitola l'ultimo disco da solista di Scott Kelly?